Veronica Yoko Plebani #00

Veronica Yoko Plebani, classe 1996.

Nei suoi occhi ho visto qualcosa di speciale, qualcosa che ho avuto il desiderio di scoprire, di approfondire.
Dietro al suo sguardo sorridente di una bella ragazza di ventun anni si percepisce la sua grinta e la sua forza.
Veronica è un’ atleta, un’atleta olimpionica, di livello internazionale. Snowboard, canoa e ora anche paratriathlon. Vive tra Palazzolo sull’Oglio, dove c’è il suo fiume e Bologna, dove studia.

Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli
Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli

Appena può torna a Palazzolo. Quando è a Palazzolo è facile trovarla al fiume, dove si allena e dove ama trascorrere il suo tempo. Il fiume l’ha stregata; tra Vero, così la chiamano tutti al Kayak Canoa Club, e il fiume c’è un legame speciale, indissolubile. Lo si capisce quando entra in canoa e tocca l’acqua, quasi a voler comunicare con il fiume, alla ricerca di un contatto magico con l’acqua che scorre sotto la barca.

Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli

Il secondo nome di Veronica è Yoko; nella lingua giapponese significa “figlia del sole”. Un presagio in un nome che meglio di qualsiasi altro sintetizza la natura di Veronica, solare e sorridente e al contempo forte e tenace.
All’età di 15 anni  l’ha colpita una meningite che per poco non l’ha uccisa. Ma lei ce l’ha fatta, ha sconfitto la malattia e ha saputo trasformarla, come dice spesso, in un’opportunità.
La grinta di Veronica è contagiosa. Dopo aver passato un po’ di tempo con lei ci si sente più forti, e si guarda la vita con un’ occhio diverso.

Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli
Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli
Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli

Voglio raccontare di Veronica che per me è un’ esempio di quanto possa essere forte una donna, di quanto possa essere potente la voglia di vivere a dispetto di ogni evento negativo che nella vita può mettersi tra te e il tuo destino.

Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli
Veronica Yoko Plebani ©andrea::tognoli

Veronica oggi si sta allenando perchè vuole partecipare alle prossime paralimpiadi di Tokyo nel 2020. Con lei cercherò di raccontare questo suo percorso, nel modo più sincero possibile, mostrandovi Veronica come la vedo e cercando di condividere tutto quello che questa esperienza mi darà.

Veronica si racconta

Chi mi conosce sa che sono sempre stata una bambina, poi ragazza, attiva e curiosa. Ad un certo punto della mia vita ho dovuto cambiare il modo in cui vedere e fare le cose.
Devo ammetterlo, questo per me non è stato un grande dramma.
Mi sono sempre stancata di fare le stesse cose, nello stesso modo e per molto tempo, quindi possiamo dire che nel mio cambiamento personale ci ho sempre visto una grande occasione.
Quando sono rientrata dall’ospedale non avevo voglia di stare sul divano tutto il giorno. Poi ho avuto la fortuna di ritrovarmi al fiume Oglio, alla sede del Kayak Canoa Club e ho trovato il luogo dove restare.
Per me il club al fiume è un posto più che speciale; mi sento sempre bene e in armonia con tutto quando sono lì.
È un posto pieno di gente che amo, e quindi inevitabilmente mi fa sentire veramente felice, per  non parlare della sensazione indescrivibile dell’essere in mezzo al fiume, da sola, in canoa.
Essere in canoa mi permette di avere un punto di vista che in pochi hanno, e mi ha dato da subito un grande senso di libertà ed indipendenza.
Il club è sempre stato un posto molto grezzo, ma portato avanti con tanta,  tanta passione, che ha reso possibile, nel nostro piccolo, grandi cose.
Circa due anni fa ho deciso di dare il mio contributo a questo posto che ha dato molto a me. Per questo ho aperto una raccolta fondi per ristrutturarlo, renderlo privo di barriere architettoniche e il più efficiente possibile per i giovani atleti.
Siamo già a buon punto ma l’obbiettivo è veramente impegnativo e ogni piccolo contributo è una goccia importante di questo bel fiume.

(Veronica Yoko Plebani)

Clicca QUI per maggiori info sul Kayak Caso Club e la raccolta fondi.

 

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